Il presentimento in uno sguardo,
una parola sussurrata
celata in un panegirico dell’allievo.
Una levata di scudi
che trova approdo in un porto amico.
Un desio quotidiano
di svelare l’inadeguatezza dell’esistenza.
Troppo poco tempo per parlare,
abbastanza per tacere.
Un tempo che scorre inesorabile
e si porta via le notti,
perché la realtà è più assordante dei sogni.
Si cerca un centro di gravità permanente
amando chi ce lo sposta.
Solo l’eloquio profondo
può trasformare l’intuizione in comprensione.
Solo chiedendo con il cuore
si smuoverà la propria natura.