GIGGINO…

Correva l’anno dell’Argentina,

Maradona si ergeva all’Estadio,

con la regina messa in sordina

dalla mano di Dio.

Giggino venne alla luce

erpicando il prato del mitico Diego.

Affronta impavido il declino truce

di un’Italia inetta e dell’”io ti frego”.

Da Agrigento a Trento

insieme all’amico Dibba

solca senza alcun tentennamento

le menti che sceglievano sempre Barabba.

Illuminato sulla via di Conte

si converte alla normalizzazione

disilludendo da buon camaleonte

gli attivisti in totale aberrazione.

Mai più gogna mediatica

bisbiglia il figlio della carriola,

ci pieghiamo anche ad una confessione drammatica,

corruzione contro cui vogliamo continuare ad urlare a squarciagola!

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